SALINA: l’isola Verde
Tra natura selvaggia, storia e i due vulcani gemelli

L’Enigma di Didyme
Seconda per grandezza alla sola Lipari, l’isola di Salina si mostra enigmatica a chi da lontano la vede per la prima volta. Situata nel cuore dell’Arcipelago Eoliano, appare composta da due isole distinte. In realtà si tratta di due vulcani ormai spenti: il Monte Fossa delle Felci (962 m) e il Monte Porri (860 m).
Nell’antichità veniva chiamata Didyme (la gemella), proprio perché le due cime ricordavano i seni di una Dea. Il nome attuale, invece, risale ai Romani e deriva dal laghetto di Lingua, usato per l’estrazione del sale.
Un’Anima Selvaggia e Autentica
Salina ha una propria identità forte. Chi si reca qui deve sapere che vivrà un periodo lontano dalla mondanità e dallo sfarzo. Salina è diversa: è un’isola “selvaggia” dove la natura è ancora ricca e primordiale.
Accanto a paesaggi e tramonti mozzafiato, troverai una realtà autentica. È il luogo perfetto per chi cerca il contatto con la pura umanità e un equilibrio che si è formato lungo secoli di storia.

Le Origini

Abitata fin dal V millennio a.C., l’isola conserva numerosi siti archeologici. Dopo le presenze ellenistico-romane, visse periodi di spopolamento e ripopolamento continui.
Il Medioevo Difficile

Dall’839 al 1085 subì le scorrerie arabe (che però portarono il gelso). Tumulti, assedi di Pisani e Genovesi costrinsero spesso gli abitanti a rifugiarsi nella valle di Lenòi per sopravvivere.
La Rinascita

Grazie al commercio e all’agricoltura (in particolare la Malvasia e i capperi), Salina si affrancò dal dominio di Lipari il 7 febbraio 1867. Nel 1909 nacquero infine i tre comuni attuali: Leni, Malfa e S. Marina Salina.
